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Massima Il sistema sanzionatorio amministrativo per le violazioni delle norme tributarie regolato dal D.Lgs. 471/1997 prevede, per effetto delle modifiche apportate dal D.Lgs. 158/2015, che la sanzione per l’infedeltà dichiarativa, nel caso in cui quest’ultima determini un minore credito, venga rapportata al minore “credito utilizzato”. Nel sistema previgente, la sanzione andava invece parametrata alla “differenza del credito”. Si ritiene, nonostante talune perplessità sulla effettiva ratio della nuova disciplina e su taluni aspetti applicativi, che il riferimento al “credito utilizzato” debba intendersi al credito “impropriamente utilizzato”. ***   Tra le modifiche apportate dal D. Lgs. 158/2015, di revisione del sistema sanzionatorio tributario penale e amministrativo,  merita particolare attenzione la modifica apportata agli articoli 1 e 5 del D. Lgs. 471/1997 in relazione alle infedelt&ag [...]
Massima Con l’articolo 6 del decreto legge n. 193 del 22 ottobre 2016, convertito dalla legge n. 225/2016, è stata introdotta la possibilità di procedere alla definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2016. La norma prevede, per i contenziosi in corso, un “impegno a rinunciare al giudizio” che, tuttavia, risulta processualmente irrilevante. Inoltre, in presenza di contenzioso in corso relativamente agli atti di accertamento esecutivi, occorre avere riguardo, per verificare la data di affidamento del carico all’agente della riscossione, alle disposizioni contenute nell’articolo 29, lettere a) e b), del D.L. 78/2010.   ***   Con la definizione agevolata prevista dall’articolo 6 del D.L. 193/2016 viene data la possibilità ai debitori, relativamente ai carichi inclusi in ruoli affidati agli agenti della riscos [...]
Massima. Le nuove disposizioni sulla rilevanza quantitativa dei prelevamenti non giustificati in materia di indagini finanziarie, introdotte in sede di conversione in legge del D.L. 193/2016, confermano che le disposizioni di cui all’articolo 32, comma 1, n. 2), del Dpr 600/1973 rilevano sul piano istruttorio e non su quello degli accertamenti. ***   L’articolo 32, comma 1, n. 2), del Dpr 600/1973 stabilisce, in primo luogo, che i dati attinenti ai rapporti con gli intermediari finanziari “sono posti a base delle rettifiche e degli accertamenti previsti dagli articoli 38, 39, 40 e 41 del Dpr 600/1973, se il contribuente non dimostra che ne ha tenuto conto per la determinazione del reddito o che non hanno avuto rilevanza allo stesso fine”. Va rilevato che questa prima parte della norma, che si riferisce a quelli che, in sostanza, risultano i versamenti non giustificati, riguarda tutti i contribuenti, dai lavoratori dipendenti ai professionisti. [...]
Massima. Secondo la circolare n.42/E 2016 dell'Agenzia delle Entrate, nell'ipotesi in cui il contribuente presenti una dichiarazione integrativa nei novanta giorni, la violazione - se diversa da quelle riconducibili alla liquidazione e al controllo formale delle dichiarazioni - realizzerebbe sempre e comunque la violazione di dichiarazione irregolare ex art. 8 del D.Lgs. 471/97 (quindi anche quando la violazione commessa "a monte" risulta quella dell'infedeltà dichiarativa). E' evidente che una simile interpretazione non risulta in linea con il diritto positivo.  ***   Sulla vicenda del ravvedimento operoso, e in particolare su quella della dichiarazione tardiva e di quella integrativa presentata nei novanta giorni, è intervenuta la recente circolare n. 42/E/2016. In passato, in diversi documenti di prassi (ad esempio circolare 11/E/2010), era stato affermato il principio dell’assimilazione di una dichiarazione integ [...]
Massima.  Si realizza legittimo risparmio d’imposta quando il contribuente utilizza gli strumenti messi a disposizione dall’ordinamento che gli consentono un minore onere tributario. Qualche primo passo verso il riconoscimento di tali principi si è avuto anche da parte dell’Agenzia delle Entrate, dapprima nella circolare n. 26/E del 2016 sull’assegnazione agevolata dei beni, quindi con le risoluzioni n. 93/E e n. 101/E del 2016. In sostanza, anche l’Agenzia riconosce che se il contribuente, attraverso operazioni legittime, si pone nelle condizioni di fruire di un vantaggio fiscale previsto dalla legge si configura ipotesi di legittimo risparmio d’imposta. Per individuare ipotesi “abusive” è quindi necessario verificare: se il vantaggio conseguito è legittimo o meno; se illegittimo, che non si tratti di ipotesi riconducibile all’evasione; infine, se non è evasione e il vantaggio risulta illegi [...]
Massima. Con il Decreto Legge n. 193 del 22 ottobre 2016 sono state apportate significative modifiche alla disciplina delle dichiarazioni integrative, in particolare di quelle a favore del contribuente. E’ stato stabilito espressamente che la dichiarazione integrativa a favore del contribuente è ritrattabile entro i termini di decadenza dell’azione di accertamento. Il decreto ha anche previsto che il credito che emerge da una dichiarazione integrativa risulta in via di principio compensabile. In sede di conversione del decreto, inoltre, sono state superate talune limitazioni inizialmente previste (dallo stesso decreto) per l’Iva.   ***   Premessa La dichiarazione tributaria rappresenta l’atto attraverso il quale il contribuente porta obbligatoriamente a conoscenza dell’amministrazione finanziaria gli elementi e i criteri in base ai quali lo stesso ha proceduto all’autoliquidazione del tributo e, pertanto, deve essere anno [...]
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