10/07/2021
Società non operative con onere di doppia prova
L’ordinanza 19381/2021 della Corte di cassazione sulla questione dell’esclusione dalla disciplina delle società di comodo degli enti quotati nei mercati regolamentati ed esteri, si occupa anche dei lineamenti generali delle società non operative.
La pronuncia stabilisce che la disciplina è nata per contrastare quelle società che non svolgono un’effettiva attività commerciale: il cosiddetto abuso della persona giuridica. L’ordinanza fa riferimento alla presunzione legale (relativa) di inoperatività.
Infatti, non vi è dubbio che la norma fissa una prima presunzione legale – di non operatività, appunto – al comma 1 dell’articolo 30 della legge 724/94, nel quale viene stabilito che si considerano «non operative» le società che non superano il famoso test (parimenti, vengono ora considerate «non operative» anche le società che conseguono perdite reiterate).
Va notato che la norma originariamente faceva esplicita menzione alla prova contraria («salvo prova contraria»): il riferimento è stato poi eliminato dalla legge 296/06.
Tale abrogazione non può fare venire meno la natura di presunzione legale relativa della disposizione, che consente alla società di dimostrare che svolge un’effettiva attività economica.
La norma, in realtà, contempla due presunzioni legali relative: la prima riferita, appunto, alla (non) operatività della società; la seconda, riguardante il reddito e la base imponibile Irap minimi.
Si tratta, quindi, di presunzioni legali cosiddette “a catena” o doppie presunzioni, che vengono ammesse (solo) per quelle legali.
Il contribuente ritenuto «non operativo» ha, quindi, dapprima l’onere di dare prova di avere compiuto degli atti economici propri di un’attività imprenditoriale. Se tale prova viene fornita, non può, evidentemente, trovare applicazione la seconda presunzione, riferita ai valori minimi.
Tuttavia, si nota che l’ordinanza 19381/2021 della Cassazione – così come altre pronunce – insiste su una limitazione della prova contraria del contribuente, considerato che fa riferimento alla più circoscritta dimostrazione delle oggettive situazioni che hanno impedito il conseguimento dei ricavi minimi. [...]
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Dario Deotto
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