14/05/2019
Una circolare per spazzare via (tutti) i dubbi
Il peso delle circolari dell’agenzia delle Entrate va ricondotto nei giusti binari. Le circolari, infatti, esprimono un atto di indirizzo rivolto agli uffici dell’Amministrazione finanziaria che, tuttavia, non risulta vincolante nemmeno per gli stessi uffici, senza contare che non lo sono (vincolanti) per il contribuente e men che meno per i giudici tributari.

Il fatto è che da qualche tempo tutta una serie di circostanze hanno portato a una sorta di prevalenza dei documenti di prassi sugli stessi atti di legge
(la cosiddetta «supremazia della prassi»).

Chiaramente, si tratta di un fenomeno che dovrebbe essere riportato nei giusti confini, così da tornare ad attribuire alle circolari il corretto valore. Valore che, se non altro, dovrebbe rispecchiare la tanto enfatizzata compliance e la altrettanto manifestata trasparenza nei rapporti tra Amministrazione finanziaria e contribuenti.

In un tale contesto risulta quindi opportuno che il contribuente conosca il pensiero dell’Agenzia quando deve effettuare talune scelte derivanti da nuovi istituti. Dopodiché il contribuente e i suoi consulenti decideranno cosa fare (magari tornando a valutare se la circolare rispecchia davvero la legge).

In questo quadro è davvero singolare, quindi, che l’agenzia delle Entrate non abbia ancora fatto sapere il proprio punto di vista sulla prossima sanatoria delle irregolarità formali in scadenza a fine mese. Il tema, peraltro, risulta piuttosto rilevante anche a regime, visto che l’Amministrazione non ha mai fatto conoscere il proprio pensiero sul distinguo tra violazioni sostanziali, formali (rientranti nella sanatoria) e meramente formali (non rientranti nella sanatoria, sulle quali, peraltro, aleggia una sorta di velo di mistero).

Forse, in un clima che riporti ad attribuire il giusto peso ai documenti di prassi, è giunto il momento.

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Dario Deotto
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